Divisione di villa trifamiliare e recupero della commerciabilità degli immobili

La situazione

Tre sorelle avevano costruito una villa trifamiliare per vivere vicine con le rispettive famiglie. Coerentemente con il progetto originario, il giardino, gli accessi, il cortile e numerose aree di servizio erano rimasti comuni.

Una delle sorelle aveva destinato parte della propria unità prima a negozio e successivamente ad asilo nido, estendendo nel tempo l’attività anche agli spazi comuni.

Dopo la prematura scomparsa di una delle proprietarie, il marito e i figli avevano tentato di abitare l’unità ereditata. La crescente conflittualità e l’utilizzo invasivo delle parti comuni avevano però reso impraticabile la convivenza.

La criticità

I proprietari di due delle tre unità avevano quindi deciso di vendere.

Le abitazioni erano giuridicamente distinte, ma non disponevano di un’effettiva autonomia materiale e funzionale. La promiscuità degli accessi e degli spazi esterni, unita alla presenza dell’attività aperta al pubblico, scoraggiava i potenziali acquirenti e incideva sulla commerciabilità degli immobili.

La configurazione concepita per favorire la vita comune delle tre famiglie era divenuta il principale ostacolo alla vendita.

La strategia

Dopo il fallimento della mediazione, è stato promosso un giudizio di divisione.

L’intervento non era diretto soltanto a far cessare gli utilizzi contestati, ma a ridisegnare concretamente l’assetto del complesso immobiliare, restituendo autonomia alle singole proprietà.

La vicenda è stata gestita come un’operazione immobiliare complessa⁠, coordinando il contenzioso con la definizione degli accessi, il frazionamento delle aree comuni e la regolamentazione dell’attività esercitata in una delle unità.

L’esito

Nel corso del giudizio, anche grazie all’intervento conciliativo del giudice, è stato raggiunto un accordo complessivo.

Sono stati previsti accessi autonomi, la delimitazione delle proprietà, l’attribuzione di porzioni di giardino e portico e una disciplina puntuale degli spazi rimasti comuni. Sono stati inoltre regolati i percorsi e gli orari dell’asilo nido, la cartellonistica, le decorazioni esterne e la manutenzione delle aree.

La conciliazione ha così posto fine al conflitto familiare e patrimoniale⁠ e restituito alle singole unità un grado di autonomia compatibile con la loro futura vendita. L’accordo rispecchia le previsioni contenute nel verbale giudiziale.