Successione conflittuale con occupazione dell’immobile e impugnazioni testamentarie

La situazione

Una successione conflittuale può trasformarsi rapidamente in un contenzioso articolato su più fronti, soprattutto quando si intrecciano impugnazioni testamentarie e condotte materiali lesive del patrimonio ereditario. In questo caso la successione conflittuale presentava una duplice criticità.

Da un lato, l’ex amministratore di sostegno del de cuius aveva promosso un’azione di impugnazione del testamento, assumendo la difesa di una lontana parente da lui stesso individuata. Dall’altro, una ex badante, sulla base di un testamento olografo successivamente risultato non autentico, aveva sostituito la serratura dell’immobile ereditario impedendo l’accesso agli eredi.

La vicenda coinvolgeva quindi profili possessori, questioni successorie e contestazioni sulla validità delle disposizioni testamentarie.

La strategia

È stata impostata una gestione coordinata delle diverse criticità. Sul piano sostanziale si è proceduto alla ricostruzione documentale delle effettive volontà del testatore e delle condizioni in cui erano stati redatti i documenti successori. Parallelamente, è stata promossa l’azione di reintegrazione nel possesso, ai sensi dell’art. 1168 c.c., al fine di ripristinare immediatamente la disponibilità dell’immobile in capo agli eredi.

La linea difensiva è stata costruita in modo unitario, evitando iniziative frammentarie e mantenendo il controllo complessivo delle interlocuzioni con le controparti. La gestione della successione conflittuale ha richiesto un coordinamento costante tra azioni possessorie e difesa nel giudizio successorio.

Il contenzioso

Sono state gestite l’impugnazione testamentaria promossa dall’ex amministratore di sostegno e l’azione volta ad accertare la falsità del testamento olografo azionato dalla badante. Le iniziative giudiziarie sono state affiancate da un’attività negoziale mirata, volta a contenere i tempi e i rischi di un contenzioso prolungato.

La vicenda presentava profili di rilevanza sia in materia possessoria sia in ambito successorio. L’azione di reintegrazione ha consentito di ripristinare la disponibilità del bene in tempi rapidi, mentre il giudizio sulla validità del testamento ha richiesto un accertamento rigoroso dell’autenticità della scheda olografa e delle condizioni in cui era stata redatta.

Il coordinamento tra le diverse iniziative ha evitato sovrapposizioni difensive e ha mantenuto coerente l’impostazione complessiva della strategia.

L’esito

L’immobile è stato recuperato e la posizione successoria stabilizzata. Il contenzioso con l’ex amministratore di sostegno e con la parente coinvolta è stato definito in modo tale da tutelare integralmente le ragioni ereditarie, evitando ulteriori incertezze sul patrimonio familiare.

La successione conflittuale è stata così ricondotta entro un quadro giuridico stabile, con ripristino della disponibilità del bene e chiarimento definitivo delle posizioni successorie.