Geografia giudiziaria e territorio: dalla soppressione della sede di Cassano d’Adda agli effetti sulla Martesana

Mosaico romano con motivo a labirinto geometrico

La riforma del 2012 e la soppressione della sede di Cassano d’Adda

Nel 2012 la revisione della geografia giudiziaria, attuata con il D.Lgs. 155/2012, ha determinato la soppressione di numerose sedi distaccate, tra cui la sezione distaccata di Cassano d’Adda del Tribunale di Milano, storicamente punto di riferimento per un ampio bacino della Martesana.

La riorganizzazione è divenuta operativa nel settembre 2013. Contestualmente, le funzioni del Giudice di Pace di Cassano d’Adda sono state accorpate all’Ufficio del Giudice di Pace di Lodi.

La decisione ha inciso su un territorio vasto, comprendente non solo Cassano d’Adda e Inzago, ma anche Melzo, Gorgonzola, Pozzuolo Martesana, Vaprio d’Adda, Bellinzago Lombardo, Truccazzano, Liscate, Settala e numerosi altri comuni dell’area orientale della Città Metropolitana di Milano.

Non si trattava semplicemente della chiusura di una sede giudiziaria.

Attorno alla sezione distaccata si era sviluppato, negli anni, un sistema territoriale articolato: studi legali, istituti di credito, compagnie assicurative, consulenti tecnici e medici legali operavano in un contesto fondato sulla prossimità fisica dell’ufficio giudiziario.

Lo spostamento delle competenze verso Lodi ha generato, nei primi anni, criticità organizzative significative. L’area della Martesana non è strutturalmente collegata con il territorio lodigiano; gli spostamenti richiedevano tempi non trascurabili e una diversa pianificazione delle udienze e degli adempimenti di cancelleria.

Il rientro nel circondario del Tribunale di Milano

Nel 2014 il legislatore è intervenuto per ricondurre i comuni interessati nel circondario del Tribunale di Milano, correggendo una soluzione che si era rivelata poco coerente con l’assetto territoriale e con le esigenze concrete dell’utenza.

Chi ha esercitato la professione in quegli anni nel territorio della Martesana ricorda bene la fase di transizione: incertezza sulle competenze, rallentamenti nella gestione dei procedimenti, difficoltà operative che incidevano sull’organizzazione degli studi e, soprattutto, sulla concreta accessibilità alla giustizia per cittadini e imprese dell’area.

Negli anni successivi il Processo Civile Telematico e l’informatizzazione delle cancellerie hanno progressivamente ridotto il peso degli spostamenti fisici.

La riforma Cartabia ha ulteriormente modificato la gestione delle udienze, rendendo più frequente il deposito di note scritte e il ricorso a collegamenti da remoto.

Questi strumenti hanno certamente migliorato l’efficienza complessiva del sistema, ma non hanno eliminato del tutto il tema della prossimità territoriale.

In molte procedure resta essenziale la presenza in udienza; inoltre, alcune strutture amministrative — in particolare presso l’Ufficio del Giudice di Pace di Milano — presentano oggi criticità organizzative rilevanti.

I tempi di emissione dei decreti ingiuntivi, un tempo nell’ordine di poche settimane, si attestano attualmente su periodi sensibilmente più lunghi; le prime udienze vengono fissate con intervalli che superano spesso l’anno.

Giustizia di prossimità e prospettive future

La riorganizzazione della geografia giudiziaria ha dunque prodotto un effetto complesso: razionalizzazione delle sedi da un lato, ridefinizione del rapporto tra territorio e giustizia dall’altro.

Il dibattito sulla giustizia di prossimità non può dirsi concluso. Negli ultimi anni si è discusso della possibile riapertura di alcune sedi soppresse — come Olbia, Sulmona o Avezzano — a dimostrazione del fatto che il tema dell’equilibrio tra efficienza organizzativa e radicamento territoriale resta centrale.

Nel contesto lombardo, il circondario del Tribunale di Milano rappresenta uno dei bacini di utenza più estesi del Paese, sia per popolazione sia per numero di imprese. L’area della Martesana ne costituisce una componente significativa, con un tessuto economico e demografico in costante evoluzione.

La questione assume ulteriore rilievo alla luce dell’ampliamento delle competenze del Giudice di Pace previsto per il 31 ottobre 2026, salvo ulteriori rinvii.

Un’estensione delle materie attribuite a tale ufficio rende ancora più attuale la riflessione sull’organizzazione territoriale degli uffici giudiziari e sulla loro effettiva capacità di garantire una tutela accessibile e tempestiva.

La geografia giudiziaria non è un dato meramente tecnico. Incide concretamente sulla possibilità, per cittadini e imprese, di esercitare i propri diritti in modo effettivo.